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Questo vitigno
deriva probabilmente dalla domesticazione della Vitis vinifera
silvestris: uva selvatica, spontanea. È quindi uno dei
pochi vitigni, assieme al Lambrusco a Foglia Frastagliata, che
si può considerare autoctono. Si ritiene che il nome
derivi dallo pseudonimo di una famiglia di Marani d'Ala che
l'avrebbe adattato alla coltivazione.
Idoneo a lungo invecchiamento, era servito nelle grandi occasioni
di festa. |


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sinonimi: Foja Tonda, Maranela, Ambrosca |
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a fine '800 la produzione era di circa 5.000 hl |
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era coltivata nei dintorni di Ala e principalmente nelle
zone collinari |
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«...nella
regione emiliana. Lo strano è che nelle nostre
numerose escursioni viticole compiute in quest'ultima
regione, mai abbiamo potuto osservare questo particolare
tipo di "Lambrusco", e neppure quello denominato
"Caset" o "Casetta" (coltivato pure
nella zona di Belluno veronese, ov'è conosciuto
come "L. di Avio")...».
GIUSEPPE ACERBI, Delle Viti
Italiane..., Milano, 1825, p. 22
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